"I capitalisti promettevano che, grazie al dominio tecnologico della terra, avrebbero potuto offrire ad ognuno una vita più giusta, razionale, efficiente e produttiva. Il loro metodo era semplice: svincolare l'iniziativa del singolo dalla comunità e dalle gerarchie tradizionali, senza badare che tali vincoli derivassero da altri esseri umani o dalla natura.
Ciò voleva dire insegnare a ciascuno ad affrontare la natura e le altre persone con un atteggiamento di franca e decisa autoaffermazione. Le persone devono pensare costantemente in termini di profitto, devono vedere tutto ciò che le circonda, la natura, le sue risorse, il proprio lavoro, come una merce potenzialmente in grado di procurare loro un profitto sul mercato. Devono reclamare il diritto a produrre, acquistare e vendere tali merci senza regole o interferenze esterne. Mano a mano che i bisogni si moltiplicavano e i mercati diventavano più estesi, il legame tra gli esseri umani e il resto della natura veniva ridotto al più crudo strumentalismo." - Donald Worster (Tratto da "I nuovi limiti dello sviluppo" 2006 Mondadori)
mercoledì 21 febbraio 2007
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