domenica 21 gennaio 2007

Lo zucchero bianco: il grande inganno

Quale immagine più bella di un bimbo che immerge il suo dito indice nella zuccheriera colma e lo trae coperto di una miriade di cristalli, neve dolce da assaporare?
Invece no!
Lo zucchero bianco raffinato rappresenta un'insidioso avversario, mascherato dal suo aspetto innocente;
il suo gusto invadente, sovrastante, uccide sfumature di sapore di infiniti prodotti.

E si, perché nel nostro mondo dei consumi la sua presenza va molto al di là della sua esistenza naturale (i dolci).
Lo zucchero, in varie forme, è presente in moltissimi prodotti industriali e industriali (prodotti da forno salati come grissini, crackers, pan carrè, fette biscottate e poi salumi, patatine, snack), praticamente in tutto ciò che esprime o consumo di impulso o è relativo a prodotti commercialmente "maturi", il cui consumo è naturalmente statico o in calo e la cui vendita è da stimolare.
Ma perché?
Il motivo ufficiale consiste nel fatto che il saccarosio è un buon correttore di acidità, rende il gusto di molti cibi apparentemente più gradevole mentre, come dicevamo, in realtà lo varia pesantemente, appiattendolo.
La sostanza dell'uso del saccarosio è la sua capacità di agire a livello del sistema nervoso centrale come una piccola droga, interagendo con i recettori celebrali che regolano la sensazione di piacere, spingendo chi consuma cibi che ne contengono ad assumerne al di là dell'effettivo bisogno in una ricerca infinita di piacere.
In sostanza fa mangiare di più.
A questo punto una domanda:
e se fosse questa una delle cause dell'espandersi dell'obesità?
E se autorizzando chi trasforma i cibi, piccola impresa o multinazionale, a fare uso di saccarosio in modo indiscriminato, si sia operata una frode nei confronti dei consumatori, mettendo inoltre a repentaglio la loro salute?

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