martedì 19 dicembre 2006

Chi ci ruba il futuro?

Si fà in questi ultimi tempi un gran parlare di energia, risorse, sviluppo delle F.E.R. (Fonti Energetiche Rinnovabili), progetti fantasiosi e anche divertenti prendono il via grazie alla nuova "atmosfera culturale" che sta sviluppandosi in italia; sembra quasi che nel nostro paese si debba sempre creare una festa, per mettere mano a problemi e sfide che altri affrontano con determinata serenità.

Contro canto di questo entusiasmo appare sempre il dubbio relativo alle risorse disponibili per incoraggiare il cambiamento;
dato per assodato, grazie alle esperienze maturate in Europa e nel resto del mondo, che investire nella sostenibilità del sistema energetico (Risparmio, F.E.R., nuovi sistemi di mobilità) comporta una crescita netta del P.I.L., sembra che un grande paese come il nostro non sia capace di prendere una decisione, un orientamento, di programmare una svolta e si attende, come se la scarsezza delle risorse sia per ora un vincolo insuperabile.
Ma non è così.
Non è così perché ormai da quattordici anni in italia, attraverso un meccanismo classico, una sorta di risparmio forzoso imposto a tutti i consumatori di energia elettrica (appare nella fattura per la fattura di energia sotto la voce A3 = contributo per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili) sono disponibili per le energie alternative risorse importanti, dell'ordine dei tre miliardi di euro per il 2006 (Fonte: Ballarò del 17/10/2006).
E allora? Perché, dato che il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) nel 1991 immaginò questo sistema di finanziamento e lo rese, previa delibera, operativo nel 1992 per permettere al paese di rispondere agli impegni poi sottoscritti a livello internazionale in relazione alla riduzione delle emissioni di gas serra, l'italia vede crescere e non ridurre le proprie emissioni (+7% anziché -9%), produce da fonti rinnovabili, escluso l'idroeletrico, quantità minime di energia ed è costretta a comprare a prezzi alti crediti verdi sul mercato internazionale penalizzando ulteriormente i consumatori che se li vedono addebitati in bolletta.
Cosa è successo?
E' successo che, traendo lo spirito innovativo della delibera, chi ha seguito l'attivazione della stessa ha aggiunto il termine "ASSIMILATE" alla dicitura "RINNOVABILI".
In questo modo, d'ufficio, si sono promosse a fonti energetiche alternative l'olio pesante, scarto nella lavorazione del petrolio, utilizzato a fini energetici in centrali termiche situate all'interno di molte raffinerie di rifiuti, bruciati negli impianti di cogenerazione spesso senza procedere ad un recupero delle frazioni utili (vetro, carta, alluminio, ecc..).

OLIO PESANTE + RIFIUTI = ENERGIA EOLICA - SOLARE - FOTOVOLTAICO

Se non fosse un'altra tragedia italiana, sarebbe di una comicità irresistibile.

In sostanza accade che:
1) Il consumatore paga in bolletta per avere energia "pulita";
2) Gruppi industriali e società municipalizzate attingono al denaro per moltiplicare i loro profitti;
3) L'Enel, con il silenzio dell'AEEG (Autorità per l'Energia) usa i "residui" finanziari per operazioni sui mercati mobiliari;
4) Chi cerca di attingere al fondo per realizzare impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili vede le proprie domande bocciate per carenza di disponibilità finanziaria in ragione, per gli impianti maggiori, di una domanda accettata ogni quindici aventi diritto;
5) Il consumatore deve pagare di più perché, siccome l'Italia non rispetta gli impegni sottoscritti a Kyoto, è costretta ad acquistare sui mercati internazionali crediti verdi per circa 1,6-1,8 miliardi di euro (Il costo grava sulla bolletta).

Come mai resiste inossidabile il silenzio su questa situazione?
Come è possibile che il totale stravolgimento di una norma così importante per il nostro futuro passi inosservato nonostante cambi di governo, mutazioni politiche, tangentopoli e quanto altro?
E' possibile che tutto ciò sia immutabile con la copertura della foglia di fico dei contratti ventennali tra gestore di rete e privati?