La tecnologia produttiva attualmente dominante in tutto il pianeta nella produzione di energia è notoriamente quella da combustibili fossili.
Questa è indubbiamente la scelta peggiore sia per quanto riguarda il “global warming” (riscaldamento globale) sia per gli aspetti legati alla dipendenza da fonti energetiche altrui con l’inevitabile strascico di guerre, ingiustizie, lutti e vendette.
Nonostante il costante ed apparentemente inarrestabile aumento del prezzo del petrolio (al 1° gennaio 2003 circa 18 dollari/barile – al 10/06/06 circa 73 dollari/barile) e del metano (con la crisi energetica del 2006), il gigantismo accentratore di chi investe nella produzione di energie (banche, fondi di investimento, multinazionali e stati nazionali) continua a privilegiare scelte ormai chiaramente perdenti, in particolare tenendo conto del valore economico delle cosiddette “esternalità” (inquinamento, danni da effetto serra , costi per i “debiti energetici” , dipendenza dall’estero).
Appare chiaro che la risposta “rinnovabile” privilegiando il livello locale di produzione, riducendo il trasporto dell’energia e gli sprechi collegati alla sua produzione (nel 2001 gli impieghi complessivi di energia elettrica in Italia erano pari a 327.371,8 Gwh, di questi 41.880 Gwh erano perdite nella distribuzione, servizi alla produzione ed energia destinata ai pompaggi per l’idroelettrico di grandi dimensioni ) è ad oggi una scelta “di sistema”, cioè complessiva per il Paese, conveniente.
Inoltre è utile capire che per loro natura molte fonti rinnovabili di energia non comportano “consumo” di territorio (tetti fotovoltaici, pannelli solari, aree valorizzate per la produzione di biomasse, in particolare legname da piante “miglioratrici” dei terreni come la robinia pseudo acacia. Ciò rappresenta un ulteriore vantaggio in particolare per realtà come quella italiana in cui la cementificazione ha raggiunto livelli inaccettabili.
Non bisogna dimenticare poi che l’insieme delle direttive comunitarie danno come obiettivo necessario per il 2010 che il 22% dell’approvvigionamento energetico derivi da fonti rinnovabili (fonte EWEA)
Sembra un traguardo lontano, ma le valutazioni del Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile dell’Università “La Sapienza” mostrano che l’Italia potrebbe produrre quasi 550 miliardi di Kwh/anno mentre oggi il consumo di elettricità è poco superiore i 350 miliardi di Kwh/anno.
“siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo”
Mahatma Gandhi
LE ENERGIE RINNOVABILI
ENERGIA EOLICA
La forza del vento ha sempre accompagnato l’uomo nelle varie fasi della sua evoluzione tecnologica.
Ora l’energia eolica sembra avere grandi prospettive di sviluppo; il cuore degli impianti sono gli aerogeneratori, attualmente ne sono disponibili capaci di 1,75 MW di potenza, il costo degli impianti continua a diminuire ed ormai il costo per Kwh è quasi pari a quello dei combustibili fossili.
Inoltre la diffusione per quanto riguarda il nord dell’Europa di impianti eolici off-shore, installati in mare dove i venti sono più costanti e l’impatto ambientale è minore, potrebbe suggerire un metodo utile a risolvere nel nostro paese le contrarietà all’eolico derivanti dal suo impatto sul paesaggio.
Bisogna considerare che in Europa il potenziale produttivo dell’eolico è stimato intorno al 30% del fabbisogno complessivo di energia, un valore decisamente importante.
Purtroppo nel nostro paese siamo indietro per quanto riguarda la potenza installata e la dinamica di sviluppo.
Bisogna sottolineare che l’eolico è una modalità produttiva di energia ideale per realtà marginali come zone montuose ed isole, dove è essenziale ridurre al minimo il trasporto dell’energia.
Emerge inoltre che, nonostante la tentazione di privilegiare nell’eolico la costruzione di grandi impianti, rimane comunque possibile ed anche conveniente economicamente, realizzare micro impianti per piccole realtà abitative.
ENERGIA SOLARE
Da sempre il sole rappresenta per l’uomo la fonte del “calore” tanto da essere per i nostri progenitori il “DIO” per antonomasia.
Luce e calore sono all’origine della vita, ne sono il motivo fondante.
Anche nella realtà produttiva dell’energia solare esiste una doppia versione della stessa fonte;
per la luce parliamo di solare fotovoltaico mentre il calore è all’origine del solare termico.
Nel primo caso attraverso l’uso delle celle di silicio si sfrutta l’effetto fotoelettrico scoperto nel 1893 dal fisico francese Edmond Becquerel per cui si utilizza la capacità della luce di liberare elettroni all’interno di una superficie esposta ai suoi raggi.
Le celle di silicio, realizzate nel 1954, sono in grado di produrre una tensione continua con un rendimento pari al 10-15% per il fotovoltaico classico e del 20-23% per il fotovoltaico di ultima generazione.
Un metro quadro di pannello è in grado di produrre in Italia circa 0,13 Kwh (fotovoltaico classico).
I pannelli fotovoltaici sono ancora costosi e relativamente poco diffusi pur avendo una straordinaria flessibilità d’uso.
Molto sembra destinato a cambiare grazie al decreto ministeriale del 28/072005; in esso finalmente si è abbandonata la logica del finanziamento in conto capitale con i contributi a fondo perduto , sempre molto limitati, per privilegiare, dietro la pressione delle associazioni ambientaliste e per rispondere al problema emergente dei debiti energetici, la logica del premio rivolto alla produzione di energia.
La politica energetica contenuta nel decreto premia finalmente l’auto produzione di energia elettrica, cerca di facilitare la nascita di impianti da 1 Kw fino a 20 Kw, anche se l’imprenditoria produttiva viene incoraggiata prendendo in considerazione il decreto gli impianti fino a 1000 Kw.
Non tratteremo in dettaglio il decreto ministeriale del 28/07/2005 , quello del 26/02/2006 ed i regolamenti dell’autorità per l’energia, sono facilmente consultabili; ci preme però sottolineare alcuni dati:
gli incentivi alla produzione vengono erogati dalla società di gestione della rete nazionale (G.R.T.N.) e sono per gli impianti fino a 20 Kw di 45 centesimi di euro /Kwh prodotto, un contributo economicamente rilevante , in grado di sopportare quasi integralmente il costo medio per anno di un mutuo decennale contratto per l’acquisto delle attrezzature.
Bisogna anche tenere conto che l’incentivo viene rivalutato in base all’inflazione e che la durata del contratto è di 20 anni e ciò rende la gestione dell’impianto particolarmente appetibile soprattutto dall’11° al 20° anno.
E’ inoltre notevole la carica innovativa contenuta nel decreto ed ancor più del successivo regolamento dell’autorità dell’energia che parifica gli impianti fotovoltaici alle altre fonti energetiche rinnovabili per quello che riguarda gli impianti fino a 20Kw , incoraggiando quindi anche l’eolico ed i micro impianti idroelettrici.
Il decreto del febbraio 2006 fissa come limite al piano degli incentivi i 1000 Mw di potenza impegnata ; speriamo che il limite venga rimosso o per lo meno superato.
IL SOLARE TERMICO
Non meno importante è il solare termico , dedicato alla produzione di calore per riscaldamento e acqua calda. Considerando che, nell’ambito familiare, il 20% circa dell’energia utilizzata è dedicato a ciò, appare chiaro che una diffusione capillare dei pannelli solari sia, oltre che una notevole occasione di risparmio, (già ora l’heliotermia è conveniente rispetto ai combustibili fossili), anche una opportunità per l’ambiente in genere, ed in particolare per le aree metropolitane delle città più importanti, gravate dall’inquinamento dell’aria.
Un impianto heliotermico è relativamente poco costoso, facilmente installabile, produce acqua calda in quantità per almeno 8 mesi all’anno.
Inoltre è possibile detrarre il 36% del costo di impianto dalla dichiarazione dei redditi ed indubbiamente completa la struttura degli impianti fotovoltaici ed eolici di piccola potenza.
Quello che gli uomini vogliono
Conduce al sangue, al misfatto
E al rimbombo della battaglia
Solo per chi ha trovato te, natura,
ogni terra diviene una sacra dimora
e ogni uomo un familiare.
Il vento soffia e l’acqua cade
In tutto il mondo,
e aria azzurra, mare cristallino
ci sono dovunque.
Diafana nuvola d’oro all’orizzonte
E tenera luna,
grido d’animale nel bosco, estesa riva di lago
stridio d’uccello, monte, betulle, sentiero roccioso,
questo è il mio tesoro, è il bene del mio cuore
il conforto dell’anima su cui si sta sicuri.
Non misurare alcun debito con un altro debito!
Misura te e il tuo passo
Con l’infinita pazienza della natura,
essa ti porterà con sé…..
In essa sia la tua dimora,
e la sera ti troverà, e il mattino,
al sicuro, protetto,
nella casa paterna
H.Hesse (1917)
martedì 27 giugno 2006
lunedì 26 giugno 2006
Perche’ Energiamoci?
Il tema dell’energia è elemento dominante di ogni scelta contemporanea.
La difficoltà di reperire risorse, gli immensi costi economici e politici per garantire rifornimenti da luoghi fisicamente lontani, l’enorme incremento dei consumi di energia, in particolare per i mezzi di trasporto individuale, stanno immettendo elementi di crisi nel nostro modello di sviluppo.
Aggiungiamo a ciò, primo per rilevanza, il fattore del riscaldamento globale e avremo davanti a noi chiara l’inevitabilità di una scelta; noi crediamo che la risposta immediatamente più semplice, meno costosa, e più rispettosa dei valori ambientali sia il ricorso massiccio, diffuso sul territorio e perciò capillare alle risorse energetiche alternative.
"Energiamoci" sceglie e sostiene la "democrazia energetica" anche come risposta al monopolio dei grandi produttori che alterano i veri valori economici legati alla produzione di energia imponendo sfruttamento delle risorse da una parte e costi astronomici di distribuzione dall’altra.
La scelta di legare alla realtà locale la produzione e l’utilizzo delle fonti energetiche, la sua democratizzazione con la diffusione capillare di micro impianti, familiari-condominiali-di quartiere con l’uso di processi di produzione che impieghino le fonti rinnovabili e che siano finanziariamente sostenibili con processi di condivisione (cooperative) degli impianti può senza dubbio contribuire a ristabilire un uso logico delle risorse ed a favorire lo sviluppo della più importante fonte energetica: il risparmio.
"Mai dubitare che un pugno di individui seriamente determinati possa cambiare il mondo. In verità, sono gli unici che siano mai riusciti a farlo" - Margaret Mead
La difficoltà di reperire risorse, gli immensi costi economici e politici per garantire rifornimenti da luoghi fisicamente lontani, l’enorme incremento dei consumi di energia, in particolare per i mezzi di trasporto individuale, stanno immettendo elementi di crisi nel nostro modello di sviluppo.
Aggiungiamo a ciò, primo per rilevanza, il fattore del riscaldamento globale e avremo davanti a noi chiara l’inevitabilità di una scelta; noi crediamo che la risposta immediatamente più semplice, meno costosa, e più rispettosa dei valori ambientali sia il ricorso massiccio, diffuso sul territorio e perciò capillare alle risorse energetiche alternative.
"Energiamoci" sceglie e sostiene la "democrazia energetica" anche come risposta al monopolio dei grandi produttori che alterano i veri valori economici legati alla produzione di energia imponendo sfruttamento delle risorse da una parte e costi astronomici di distribuzione dall’altra.
La scelta di legare alla realtà locale la produzione e l’utilizzo delle fonti energetiche, la sua democratizzazione con la diffusione capillare di micro impianti, familiari-condominiali-di quartiere con l’uso di processi di produzione che impieghino le fonti rinnovabili e che siano finanziariamente sostenibili con processi di condivisione (cooperative) degli impianti può senza dubbio contribuire a ristabilire un uso logico delle risorse ed a favorire lo sviluppo della più importante fonte energetica: il risparmio.
| Energie Rinnovabili | Fusione Nucleare (solo teorica) | Fissione Nucleare | Combustibili Fossili | |
| Disponibilità geografica | SI | SI | NO | NO |
| Limitatezza della risorsa | NO | NO | SI | SI |
| Capitali necessari | Limitati e alla portata di tutti | Su ordini di grandezza di miliardi di Euro | Considerevoli | Considerevoli |
| Impatto emissioni CO2 | NO | NO | NO | SI |
| Impatto altre emissioni (scorie radioattive, polveri, gas) | NO | NO (rimane il problema dello smaltimento delle centrali) | SI | SI |
| Impatto ambientale delle centrali | NO (se di piccole dimensioni) | SI | SI | SI |
| Crediti energetici | SI (le energie rinnovabili permettono di ottenere crediti energetici sia per produzione di energia sia per produzione di fonti energetiche [biomasse]) | SI (solo teorici) | SI | NO |
| Disponibilità delle tecnologie produttive | SI | NO | NO (limitata al club nucleare) | SI |
"Mai dubitare che un pugno di individui seriamente determinati possa cambiare il mondo. In verità, sono gli unici che siano mai riusciti a farlo" - Margaret Mead
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